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Alfonsino

 

Ho fatto bene ad astenermi nello scrivere, a caldo, il classico necrologio su Alfonsino, ora che ho letto i messaggi personali inviati dai nostri soci ho capito quanto sarebbe stato superfluo. Alcuni sono bellissimi. Questo tragico avvenimento ci ha uniti tutti, ci ha fatto scoprire che la nostra associazione è formata da gente con un cuore grande così, anche se il più grande di tutti ora non c'è più. Gli attestati di stima da parte di chi nemmeno lo conosceva di persona potrebbero sembrare eccessivi, ma non è così, credetemi. Alfonsino seppe di essere gravemente ammalato, mi pare, circa 3 anni fa. Da quel momento, per lui, ebbe inizio quel calvario che tocca vivere a tutti i malati di tumore maligno. Operazioni, visite specialistiche, degenze. Noi non lo abbiamo mai reso pubblico, eppure, leggendo i messaggi nel forum, si può constatare di quanti fossero i soci al corrente della situazione. Questo perché, quando si trattava di ASIGC, ad Alfonsino non importava nulla della "privacy", ogni qualvolta finiva ricoverato per periodi più o meno lunghi il suo primo pensiero era per i soci, si raccomandava a noi consiglieri affinché lo giustificassimo per il torneo che sarebbe partito in ritardo o per le risposte che non avrebbe potuto dare a chi gli scriveva. Da me, webmaster, pretendeva la pubblicazione immediata delle due righe che avrebbero avvertito del disguido. Un paio di volte ricordo di averlo fatto, in altre occasioni mi sembrò veramente eccessivo dal momento che l'assenza sarebbe durata solo pochi giorni. Fosse dipeso da lui avrebbe pubblicato persino i referti medici.

Questa mancanza di privacy da parte di Alfonsino, ha fatto sì che il suo calvario diventasse un po' anche il nostro, consiglieri, scacchisti viterbesi, più vicini a lui geograficamente che quindi più spesso lo frequentavano, ma anche i lontani, almeno quelli che l'avevano conosciuto personalmente e per questo non potevano fare a meno, ogni tanto, di trascorrere un po' di tempo insieme a lui. Ecco, una cosa ci deve confortare, Alfonsino non è stato lasciato solo con il suo male, tanti di noi hanno fatto quello che potevano per rendergli meno amari gli ultimi mesi della sua vita. Chi poteva di più, come Pietro Cimmino, approfittava di ogni occasione per invitarlo nella casa di campagna a Prato Sesia, circondandolo di volta in volta di amici scacchisti, il sottoscritto, Giampietro Calzolari, Antonio Felice e altri. Più di una volta Cimmino e Lannaioli, con le rispettive mogli, si davano appuntamento a metà strada tra Bologna e Viterbo per poi girovagare per la Toscana o per l'Umbria. Ed ecco svelato anche il "mistero" delle frequenti pizzettate a Viterbo e Roma; per noi non era uno scherzo parteciparvi, tra andata e ritorno erano, tutte le volte, dai 500 Km (per me) agli 800-900 Km (per Pietro), sarebbero stati un po' troppi anche per dei ventenni, figurarsi per due cinquantenni, e le volte che ci davamo appuntamento a Firenze o Siena per raggiungere insieme Viterbo, l'argomento che ci accompagnava nel viaggio era sempre lo stesso. Ma affrontavamo il viaggio più che volentieri, lo scopo era trascorrere tutta una serata insieme a Lui, ben consapevoli che ogni pizzettata poteva anche essere l'ultima insieme ad Alfonsino.

Un altro esempio di amicizia: 16 ottobre 2005....una bella domenica autunnale in un localino del viterbese in aperta collina con la famiglia di Giorgio Ruggeri Laderchi e di Gianfranco Pecis (con moglie, figlia e nipotini)
Alfonsino era alle prime cure intensive e aveva comprato il cappello per nasconderne i primi effetti. Nonostante tutto stava bene!... era speranzoso e Giorgio e Gianfranco facevano a gara per sostenerlo

 

Anche nella malattia Alfonsino aveva il sorriso aperto di chi ama la vita. Gli piaceva la compagnia, la buona cucina e soprattutto amava profondamente l'attività che svolgeva per la nostra associazione.

Ha chiuso il sipario in un modo incredibile. A me, "articolista" forzato per il sito, disse una volta di preparare il suo "coccodrillo", in gergo giornalistico l'articolo che ogni quotidiano importante tiene pronto nel cassetto per annunciare la futura scomparsa dei personaggi noti. Mi rifiutai di accontentarlo, ancora oggi mi è rimasto il dubbio se scherzasse o se dicesse sul serio perché gli sarebbe piaciuto leggerlo. Dal suo più caro amico, Pietro Cimmino, si è fatto promettere la partecipazione al Memorial che sarebbe stato organizzato in suo onore.

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E i messaggi che scriveva !  notizie terribili dette con una tranquillità che non sta né in cielo né in terra, con l'unica preoccupazione di non danneggiare la sua associazione:  "In seguito al peggioramento repentino della mia salute non credo proprio mi sarà concesso di vivere a lungo, pertanto vi prego di cominciare a cercare una persona che possa sostituirmi come SGT (Segretario Generale dei Tornei). Non so per quanto tempo potrò continuare a portare avanti l'incarico.
Probabilmente all'inizio della settimana dovrò sottopormi ad una nuova operazione e poi a chissà quali torture.
Ho 3 tornei da far partire e conto di farlo stasera.
Aggiornerò poi il sito con la tabella dei giocatori in attesa di tornei"
Alfonso

Pensate amici, era il 21 novembre 2004. La cosa non ebbe seguito, in tutto quello che faceva metteva una passione tale che continuare a farlo, ne eravamo convinti, lo avrebbe aiutato a vivere più a lungo.

1° ottobre 2005, a Chianciano Terme si svolge lo scrutinio per il rinnovo del Consiglio Direttivo.  Lannaioli, dopo Guido Bresadola, è quello che riceve più voti dai soci. Tutti i consiglieri eletti dovranno ora procedere alla nomina del Presidente e tira aria di "congiura di palazzo". Per quel poco che gli resta da vivere vogliamo Alfonsino Lannaioli Presidente ASIGC.  Guido Bresadola si avvicina ai cospiratori e sussurra: "mi sa che ho capito....", e con un sorriso inequivocabile ci fa capire di essere pienamente d'accordo. Ma a Pietro Cimmino vengono gli scrupoli, visto lo stato di salute preferisce chiedere all'interessato se avrebbe accettato l'eventuale nomina a presidente. La risposta è no, Alfonsino proprio non se la sente. Più tardi verrà poi nominato Vice-Presidente ASIGC.

Il mese di settembre appena concluso è drammatico, da Vasanello ci giungono notizie sempre più allarmanti, lui stesso ce le comunica via e-mail. Imbottito di farmaci, resiste al massimo un'ora al giorno davanti al computer, poi gli fa male la testa e gli si annebbia la vista, deve tornare a letto e lo fa camminando a fatica, ma in quei 60 minuti porta ancora avanti tutti i suoi impegni. Il 14 settembre quasi non crediamo ai nostri occhi, ci arriva il seguente messaggio: "Penso sarà bene ricordare sui ns organi che per i tornei iniziati il 1° settembre il tempo di riflessione è di 50 giorni per 10 mosse pena la perdita della partita.
Semplicemente disumano. Nessuno di noi se l'era ricordato, immediatamente lo ringrazio e metto l'annuncio nel sito.

Nei giorni 15-16 e 17 settembre svolge un'attività frenetica, fa partire 6 nuovi tornei, aggiorna la pagina dei tornei in preparazione, comunica la variazione di una data, manda la moglie o uno dei figli a spedire due Telescacco arretrati. In un messaggio consiglia al presidente di scrivere ad un ex-socio che la campagna associativa per il 2007 è iniziata il 1° settembre.  Il 17 settembre alle 18,54 abdica definitivamente: "adesso pensateci voi".

Non volendo accettare la realtà, mi illudo che organizzando l'imminente consiglio direttivo nel viterbese potessimo averlo ancora una volta tra noi, ma la sua risposta è categorica: "non potrei venire nemmeno se lo faceste nella piazza di Vasanello"

Il 23 settembre Mauro Graziani gli scrive:   "Ciao Alfonsino, Maurizio ed io vorremmo venire a trovarti una delle prossime domeniche. Ci chiedevamo però se la cosa ti poteva far piacere e quale domenica sarebbe stata meglio per te. Spero di ricevere una tua risposta.  A presto.  Mauro" 

La risposta non ci sarà mai.

Amici, vi chiedo scusa se la crudezza di qualche passo vi ha recato ulteriore dolore, ma l' ho ritenuto necessario per far comprendere meglio la caratura del personaggio Lannaioli. Che colpo abbiamo ricevuto!  durante il suo funerale ho immaginato una grande bandiera dell'ASIGC distesa sulla bara, come si usa fare con quella italiana nei funerali che lo Stato riserva ai suoi eroi, ad Alf sarebbe piaciuta, ne sono sicuro. E anche a Isa; avete colto il particolare raccontato nella piccola cronaca del funerale? ha accompagnato il suo caro Alfonsino al cimitero..... ricordandosi di mettere in borsetta le lettere inevase dell'ASIGC !  forse era stata una disposizione di Alfonsino, forse no, è stato comunque un ulteriore atto d'amore nei confronti di tutti noi.

Tra i vostri messaggi presenti nel forum ce n'è uno che utilizza un riferimento scacchistico: -Ha affrontato il suo male in modo coraggioso e sereno sapendo che era ormai una partita persa, ma l'ha condotta con fierezza e coraggio fino all'inevitabile "abbandono"-

Aggiungo io: "E' vero, ma contro quell'avversario, prima o poi, abbandoniamo tutti. Alfonsino però, pur nella sconfitta, ha condotto un finale da grandissimo campione, il più bello che abbia mai disputato. E noi, suoi amici e colleghi consiglieri che vi abbiamo assistito dalla prima fila, siamo ancora a bocca aperta, sbalorditi e grati, fieri di avergli voluto bene.

Maurizio Sampieri