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Fischer-Spassky
(Apertura...
Fischer !)
2ª
del match, Reykjavic 1972. Note di D.Andric, traduzione di A.Capece. (L'Italia
Scacchistica n.803, Settembre 1972) Prima
ancora che l'arbitro, il grande maestro tedesco Lothar Schmid, mettesse
in moto l'orologio, tristi presagi si intuivano nell'aria. Spassky era
giunto puntualissimo, e camminava intorno al tavolino, in attesa
dell'avversario che, avendo i bianchi, doveva effettuare la prima mossa.
I minuti trascorrevano lenti, e non vi era traccia di Fischer. Dopo
circa mezz'ora, la maggior parte degli spettatori era uscita in strada,
a scrutare da lontano verso una piazza presidiata da numerosi vigili,
dalla quale sarebbe dovuta sbucare l'automobile con a bordo il grande
maestro americano. Passato un altro quarto d'ora, i poliziotti fanno una
gran fatica per tenere libero uno spazio per la vettura di Fischer ed
uno stretto passaggio tra la folla in modo da permettere allo sfidante
di raggiungere l'entrata del salone. Quando
a Fischer non restano che 5 minuti per arrivare, Olaffson, il grande
maestro ospite a Reykjavik, esclama con un sospiro: "ormai neppure
un elicottero potrebbe essergli di aiuto !". Tre minuti, due,
uno... e la commedia finisce, in modo non dissimile dal lavoro teatrale
"Aspettando Godot".... una cosa assurda, cioè, in questo caso
però senza parole. "Questo match sembra voler essere il più breve
della storia..." si lamenta Torarisson, uno degli organizzatori
islandesi. "Non ho ricevuto alcuna protesta od osservazione
ufficiale da Fischer", dichiara l'arbitro, "neppure una parola
sul fatto che non sarebbe venuto. Pertanto assegno all'americano partita
persa per forfait, senza preoccupazioni o dilemmi di sorta". Gli
americani dichiarano che ci sarebbe stata una immediata conferenza
stampa in albergo... ma quasi subito questa venne annullata. La domanda
sulle labbra di tutti era: "Che accadrà ora ?". Il
regolamento per il campionato del mondo lascia molto a desiderare.
Questa eventualità non è mai stata neppure presa in considerazione,
quindi non erano previste né le conseguenze né eventuali sanzioni.
Molti sostenevano, per esempio, che se Fischer avesse continuato a non
presentarsi, Spassky avrebbe dovuto aspettare ancora dieci partite con
altrettanti forfait in modo da raggiungere i 12 punti e vincere quindi
il match. Altri, molto più logicamente, sostenevano la vittoria del
sovietico dopo tre eventuali forfait consecutivi dell'americano. In ogni
caso tutti erano d'accordo sul fatto che la cosa stava assumendo
l'aspetto di una farsa. Un giornale tedesco affermò che nemmeno le
cameriere venivano trattate nel paese con un così scarso rispetto quale
quello dimostrato da Fischer nei confronti del campione del mondo. Si
ebbero poi notizie riguardo una lettera di protesta scritta più tardi
da Fischer a Schmid, in cui l'americano accusava l'arbitro di essere un
segreto collaboratore di Spassky. Alcuni, inoltre, affermavano che
Fischer aveva detto al grande maestro Olaffson mezz'ora dopo l'inizio
fissato per la partita, che era disposto a giocare se quella mezz'ora
gli fosse stata computata. Gli organizzatori, comunque, annunciarono che
le 3.000 persone che erano venute ad assistere alla seconda partita
sarebbero state rimborsate. Il prezzo del biglietto era di 6 dollari
(circa 3.000 lire). Vi fu un'ultima indiscrezione di chi affermava di
aver udito Fischer lamentarsi di una "cospirazione generale"
ai suoi danni da parte dell'Islanda. |
La
situazione è ad un punto morto ?
La
delegazione americana cercò di iniziare nuovi colloqui con i russi
per raggiungere un nuovo "aggiustamento tra gentiluomini".
Ma senza successo. "Tutto ciò non ha senso" dichiarò il
grande maestro Geller, il principale dei secondi di Spassky.
"Fischer adesso chiede che vengano rimosse le telecamere, domani
chiederà la rimozione delle sedie, poi quella degli spettatori.
Potrebbe andare avanti all'infinito". "Addirittura potrebbe
giungere a chiedere che venga rimosso anche... Spassky !"
rincarò Horovitz, l'editore di "Chess Life & Review".
Il grande maestro Krogius fece notare inoltre che mai condizioni per
un campionato del mondo erano state migliori! Più tardi, in una
conferenza stampa, il grande maestro Larry Evans, chiese il motivo
della richiesta di Fischer sulla rimozione delle telecamere, a
prescindere dal fatto che il loro rumore potesse essere o meno
sentito. "E' quello che vorrei sapere anch'io" rispose
Cramer, membro della Federazione Scacchistica Statunitense e
principale rappresentante di Fischer a Reyhjavik. "Non si riesce
a parlare con Fischer quando vince, figuratevi quando perde !",
aggiunse un altro rappresentante della Federazion americana. L'unica
persona che in quelle critiche ore sembrava avere la possibilità di
parlare con Fischer, era Olaffson, ma non per questo egli ne sapeva
più degli altri. "Fischer ha detto che non è soddisfatto delle
luci del palcoscenico, ma non ha specificato che tipo di luci
vorrebbe". Riccardo Stein (rappresentante di Chester Fox,
uomo d'affari di Chicago, che ha acquistato tutti i diritti televisivi
per il match), ha dichiarato che è stato inviato un appello a Fischer
nel quale veniva sottolineato che "tutta l'America guarda al suo
rappresentante" e che era necessario che lui continuasse nella
lotta per la conquista del titolo mondiale. "Abbiamo
esaudito tutte le richieste di Fischer" affermò Stein, mostrando
ai giornalisti due buchi praticamente invisibili nel muro.
"Abbiamo tolto tutte le telecamere visibili, e le due che abbiamo
lasciato, nascoste dietro le pareti, sono assolutamente silenziose. Ma
purtroppo Fischer non ha risposto alle nostre lettere". La
conclusione di tutti fu molto semplice: Fischer non sa neppure lui
cosa vuole... ma lo vuole subito !! Il
reclamo
Nella
tarda sera, nel limite regolamentare di cinque ore, Fred Cramer,
rappresentante di Fischer, presentò reclamo alla Commissione
giudicante del match, avverso alla decisione dell'arbitro. Ma poiché
Fischer aveva varie volte dichiarato che non avrebbe autorizzato
iniziative da parte di chicchessia se non sottoscritte, controfirmate
ed approvate da lui stesso, il reclamo di Cramer venne ritenuto
insufficiente. Così Fischer, aiutato dal suo legale Paul
Marshall, formulò la sua protesta in una lunga lettera che venne
discussa dalla Commissione, formata da Krogius, Cramer e da due
islandesi: Gudmunder Arnlaugson e Baldur Mehler. Il reclamo fu
respinto, con 3 voti contro 1 (quello di Cramer) e la decisione
dell'arbitro ratificata. "Fischer afferma che il rumore
prodotto dalle telecamere lo disturba" disse Schmid. Prima
della decisione della Commissione, vennero inviati nella sala del
match alcuni esperti per studiare i suoni emessi dalle telecamere. Gli
esperti conclusero dicendo "non vi è alcuna differenza, in
decibels, tra il momento in cui le telecamere sono in funzione e
quello in cui non lo sono..." La reazione di Fischer fu
immediata: prenotò alcuni posti sul primo aereo in partenza per gli
Stati Uniti. |