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In questa raccolta di racconti Claudio Dal Col naviga con singolare maestria nello spazio e nel tempo, conquistando il lettore con le sue storie pagina dopo pagina. E' un viaggio itinerante tra passato, presente e futuro che come filo conduttore mostra un linguaggio colto ed accattivante. Dalla Grecia antica alle spade vichinghe, dal ciclismo macchiato di oggi al videogioco ipnotizzante, dalla fantascienza agli scacchi, è difficile resistere alla tentazione di questi racconti. Uno scrittore da leggere, con uno stile particolare, che la letteratura commerciale delle grandi case editrici non ha il coraggio di promuovere, stretta nella morsa di un mercato ormai perdente. Fabio Angelini |
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La Arduino Sacco Editore non usufruisce né di finanziamenti pubblici e né di finanziamenti da parte degli autori. Si autofinanzia con la vendita dei libri e con la propria capacità di stare sul mercato. Sorprese - Racconti senza tempo, 298 pag., € 25,00 Prima Edizione Marzo 2008 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ E' sempre piacevole "scoprire" queste piccole gemme scacchistiche, in questo caso lo è ancor di più perché lo scrittore, Claudio Dal Col, è stato socio Asigc fino al 1982. E non solo: chi possiede quell'annata ('82) di Telescacco, a pag. 24 può leggere: - La nostra socia Enrica Vaira ha dato scacco matto al socio Claudio Dal Col. La partita si è conclusa il 30 gennaio nella chiesa di Verolengo di fronte a testimoni e a molti spettatori. Non possiamo pubblicare "le mosse" che hanno determinato questo risultato - Due anni dopo Enrica Vaira conquistò un ottimo 6° posto (su 14 partecipanti) nel 9° campionato italiano femminile, piazzandosi davanti a ben due campionesse italiane, Sonia Marinelli ed Elena Bencini. |
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Il racconto scacchistico si intitola "Non spegnete la luce" ed è il più lungo dei 19 racconti presenti, ben 57 pagine. Il racconto, come dice sopra Angelini, tra passato, presente e futuro, parla della sfida che si svolge al Madison Square Garden tra un super-computer e grandi campioni del passato; Lasker viene battuto dal computer Bright Brain (soprannominato B.B.) nella prima partita e dà di matto, tanto da dover essere ricoverato. Nell'attesa di riprendere la sfida, i "programmatori" Morphy, Tarrash, Nimzowitz e Bogoljubov lavorano al perfezionamento del computer (ognuno cura un settore), seguiti da una simpatica coppia di giornalisti che nel frattempo hanno fatto amicizia con un ragazzino appassionato di scacchi di nome Amie Alechin. Psicologicamente Lasker non riesce a riprendersi del tutto dalla sconfitta, così gli organizzatori decidono di far proseguire la sfida da un alquanto esaltato Steinitz, giunto apposta da Parigi in compagnia del suo assistente Tartakover ma preoccupato per il forfait di Marshall, altro suo collaboratore, costretto a rimanere a Parigi per una fastidiosa bronchite: "Mi chiedo cosa farò senza di lui, Marshall ha una sensibilità tattica incredibile". Bellissime le discussioni che per tutto il racconto disquisiscono sulle qualità di B.B., computer che talvolta dà l'impressione di andare oltre le intenzioni dei programmatori stessi, quasi fosse dotato di anima propria. Ha il sapore della profezia, infine, la frase che Steinitz dice alla giornalista: "Ritengo che gli sforzi del dottor Nimzowitz (programmatore) non dovrebbero tendere alla creazione di una intelligenza parallela alla nostra. Tutto questo dispiego di energie finirà col privarci di una parte delle nostre capacità decisionali e intellettive". Il racconto finisce con l'illustrazione, anche tramite diagrammi, della Caro-Kann che Steinitz gioca contro B.B., il computer divenuto quasi umano. Maurizio Sampieri |
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