Giancarlo Santoro

(Bologna 15 Dicembre 1924 - Genova 15 Dicembre 2005)

Onore ad un grande artista

 

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Onore ad un grande artista. Per illustrare la figura di Giancarlo Santoro la cosa migliore è cominciare dal sottotitolo, il perché è presto detto: Giancarlo, prima di diventare un artista della scacchiera, lo è stato della musica classica e leggera. Compositore, cantante di lirica e di leggera, pianista, si è esibito in concerti in tutti e cinque i continenti, contribuendo a diffondere per il mondo la cultura italiana, riportando grandi successi. Durante le lunghe permanenze all'estero aveva appreso diverse lingue, e nei periodi "casalinghi" ne approfittava per dare esami e ottenere diplomi che lo attestassero, dopodiché li utilizzava per dare lezioni, almeno per le lingue più richieste, inglese e francese. E ovviamente insegnava musica. 

Inizia a giocare a scacchi all'età di 40 anni, nel 1964, stesso anno in cui conosce la futura consorte. Anche la signora Laura era molto nota, nel 1958 era stata campionessa di "Lascia o raddoppia", la trasmissione che nell'Italia anni '50 riuniva le famiglie italiane davanti alla televisione del bar, o nelle case di parenti o amici che già la possedevano. Era famosa anche negli ambienti religiosi tanto da essere invitata a Roma ad un incontro col Papa, perché nel telequiz aveva vinto rispondendo a domande sulla Sacra Bibbia. Le dissero che ne sapeva di più di tanti vescovi e cardinali. Grazie a lei anche Giancarlo era diventato molto religioso, e dopo la morte della sua Laura confidava, agli amici più vicini, come aspettasse di poterla incontrare quando fosse toccato a lui andarsene.

 

Dopo il matrimonio, fra studio e lavoro, era sempre più difficile trovare il tempo per giocare a scacchi, e fu proprio per accontentare Laura che Giancarlo si mise a giocare per corrispondenza, nel 1965, e al gioco a tavolino cominciò a dedicare solo il sabato pomeriggio, come possiamo dedurre da questa breve cronaca tratta dalla storia del Circolo Centurini di Genova: "Al bar Parente, in piazza Leonardo da Vinci, sede del Circolo dagli ultimi anni del '60 fino al giugno del '72 , nel primo pomeriggio cominciavano le sfide al gioco lampo. Sulla cadenza dei cinque minuti per giocatore, tradizionale avversario del giudice Fontana (terza Nazionale) era il dott. Pio Bianchi, di Cogoleto, forte giocatore di 1ª categoria Sociale. giocavano blitz (con un terzo giocatore che variava di volta in volta) accanendosi in piattini che andavano avanti per ore. Verso una certa ora, il Bianchi era solito ordinare un tè con cinque pasticcini, mentre il Fontana, accanito fumatore, chiedeva la sua 'bibita amara', e cioè un pacchetto di Nazionali-esportazione. Questa tenzone quotidiana si interrompeva immancabilmente il sabato, poiché il giudice Fontana riservava tale giorno alle sue sfide con Giancarlo Santoro - Maestro Internazionale per corrispondenza. E per cinque ore - dalle tre del pomeriggio alle otto di sera - il senso posizionale e il gioco di Santoro venivano messi a dura prova - tra mille battute - dalla caotica e brillante fantasia del Giudice."

 

A proposito dei suoi esordi nel gioco per corrispondenza Giancarlo scrisse su Telescacco: 

"Piano piano, mi accorsi che il telegioco rappresentava per me la quintessenza della godibilità scacchistica. Da quel magico momento la mia vita cambiò: tutto il mio tempo libero era dedicato, nella tranquillità della mia casa, alla soluzione dei problemi che le cartoline in arrivo mi ponevano. Giunsi a giocare più di 60 partite contemporaneamente."

 

E diventò un fedelissimo dell'ASIGC, socio fondatore e sostenitore, ininterrottamente dal 1970 a oggi.

 

Il giocatore. Nel 1970 è già nella finale del 22° Campionato Italiano Assoluto, il 2° organizzato dall'ASIGC divenuta autonoma nel 1969, che termina così: 1° Porreca, 2° Lapacciana, 3° Palmiotto, 4° Musolino, 5° Santoro, 6° Scalisi, 7° De Sortis, 8° Primavera, 9° Cottarelli, 10° Postpischl, 11° Grassia

Santoro sarà poi nel 23° campionato, 4° nel 24°, 5° nel 26°, 7° nel 28°.

 

Negli anni 1982-87 fece parte della squadra nazionale che piazzandosi al 2° posto dietro la Norvegia conquistò, prima volta nella storia, l'amissione alla Finale della X Olimpiade. Santoro la guidava in 1ª scacchiera.

Nella foto, da sinistra: Giampiero David, Marco Venturino, Maurizio Tirabassi, Ettore D'Adamo, Claudio Casabona, Giancarlo Santoro.

Scrive Maurizio Tirabassi: Ho conosciuto ed apprezzato Giancarlo (come scacchista ma ancor di più come persona) durante l'avventura della X olimpiade per corrispondenza dove eravamo compagni di squadra. Giancarlo era la nostra prima scacchiera ed ottenemmo la storica qualificazione alla finale. Ricordo che inaugurammo il lavoro di squadra e tutti e 6 ci trovavamo periodicamente (Torino, Genova, Milano, Asti e Modena ci hanno ospitato) per analizzare insieme e rinforzare lo spirito di squadra. Nonostante fossimo cinque baldi trentenni il più giovane di spirito ed entusiasmo era proprio il "vecchio" Giancarlo, sempre presente. Non posso dimenticare la sua commozione sincera quando conquistò in quel torneo la definitiva promozione a Maestro Internazionale e fu premiato durante un'assemblea dell'ASIGC nella sua Genova

Genova, 29 marzo 1987. Giancarlo Santoro riceve dal presidente Renato Incelli il Titolo di Maestro Internazionale

 

Negli ultimi 15 anni è diventato l'unico giocatore ASIGC a privilegiare i tornei a squadre, sia nei tornei nazionali che in quelli internazionali, inclusi i matches amichevoli generalmente snobbati dai giocatori di alto livello. E' 1ª scacchiera italiana per molti anni, nelle sfide contro Scozia, Cipro, Stati Uniti (2 volte), Israele, Svezia, Belgio, Finlandia, Germania, Portogallo. Nel mega-torneo Columbus Memorial gioca per l'ultima volta davanti a tutti, vincendo per 2-0 contro Martinez Acosta, era il 1992. Ma la perdita della 1ª scacchiera non lo scoraggia affatto, giocherà ancora le sfide contro Finlandia in 6ª, Germania in 36ª (match 2000), Inghilterra in 6ª, Scozia in 3ª scacchiera.

L'unico torneo individuale internazionale di altissimo livello che lo ha visto impegnato è il "Blass Memorial", vinto dal VI campione del mondo Horst Rittner; Santoro ottenne ben 11 patte, una contro Zagorovsky, IV campione del mondo.

 

Concludiamo con il commento di Renato Emanuelli Simoncini: Santoro era un vero gentiluomo del gioco per corrispondenza, corretto e comprensivo, amichevole e sportivo. Negli ultimi anni si dedicava molto all'insegnamento (ovviamente gratuito) del gioco degli scacchi sia ai bambini che agli anziani. Amava il bel gioco, affrontava le partite con coraggio e pazienza. Il computer (quello nelle mani dei suoi avversari) non è riuscito a superare la sua tenacia combattiva. La vittoria della squadra nel 9° Campionato lo rese molto felice, aveva già deciso che sarebbe stato il suo ultimo torneo. Noi, i suoi compagni di squadra, lo ricorderemo così: un signore di altri tempi di una correttezza impagabile, disponibile, gentile e prodigo di parole buone con chi gli era vicino. Ha vissuto i suoi ultimi anni nell'intenso ricordo dell'amata moglie.

La squadra vincitrice del 9° Campionato Italiano a Squadre di Serie A, Giancarlo Santoro con i compagni del Centurini Genova: Giuseppe Poli, Vincenzo dell'Isola e Renato Emanuelli Simoncini.

Sarà anche stato un signore "d'altri tempi", ma da giocatore Giancarlo Santoro se ne è andato da campione in carica. Campione con il circolo che più di 40 anni fa lo ha visto muovere i primi pezzi sulla scacchiera. In tutto questo noi vediamo una sorta di giustizia. 

Grazie di tutto, artista.

 

(M.Sampieri)

29 marzo 87