Questo è l'articolo pubblicato nell'edizione di sabato 5 febbraio 2005:

foto: Stefano Moncher (primo a sinistra) con la Nazionale Italiana ASIGC che ha vinto la Coppa Latina. Gli altri sono Calzolari, Mastrojeni (Capitano non giocatore) e Guerrini.

TRENTO. Non ci sono soltanto gli scacchi “faccia a faccia”, quelle partite in cui si cerca di cogliere anche sul viso dell’avversario possibili segnali della strategia che sta mettendo in atto. Le partite a scacchi si giocano anche per corrispondenza, con tornei veri e propri. E proprio un trentino, Stefano Moncher, 43 anni, ingegnere chimico, è il nuovo campione italiano assoluto di Scacchi per Corrispondenza. Ha vinto nei giorni scorsi la 52ª edizione, una finale storica perché vi partecipavano ben otto maestri internazionali. Quello di Moncher è un nome noto negli ambienti scacchistici cittadini: lo scorso 27 settembre, infatti, l’Istituto trentino di cultura aveva scelto proprio lui per commentare in diretta la sfida a scacchi “Macchina contro Uomo”, organizzata con la collaborazione dell’Università di Haifa. Il primo campionato italiano per corrispondenza ufficiale si svolse nel 1939-41, e in 52 edizioni questa è la prima volta che il massimo titolo nazionale approda in provincia di Trento. Non si tratta del primo alloro, per Moncher: lo scacchista trentino, infatti, ha fatto anche parte della nazionale italiana, composta da quattro giocatori, che tre anni fa si aggiudicò la Coppa Latina.
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