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foto:
Stefano Moncher (primo a sinistra) con la Nazionale
Italiana ASIGC che ha vinto la Coppa Latina. Gli altri
sono Calzolari, Mastrojeni (Capitano non giocatore) e
Guerrini. |
TRENTO.
Non ci sono
soltanto gli scacchi “faccia a faccia”, quelle
partite in cui si cerca di cogliere anche sul viso
dell’avversario possibili segnali della strategia che
sta mettendo in atto. Le
partite a scacchi si giocano anche per corrispondenza, con
tornei veri e propri. E proprio un trentino, Stefano Moncher, 43
anni, ingegnere chimico, è il nuovo campione italiano assoluto
di Scacchi per Corrispondenza. Ha vinto nei giorni scorsi la 52ª
edizione, una finale storica perché vi partecipavano ben otto
maestri internazionali. Quello di Moncher è un nome noto negli
ambienti scacchistici cittadini: lo scorso 27 settembre,
infatti, l’Istituto trentino di cultura aveva scelto proprio
lui per commentare in diretta la sfida a scacchi “Macchina
contro Uomo”, organizzata con la collaborazione
dell’Università di Haifa. Il primo campionato italiano per
corrispondenza ufficiale si svolse nel 1939-41, e in 52 edizioni
questa è la prima volta che il massimo titolo nazionale approda
in provincia di Trento. Non si tratta del primo alloro, per
Moncher: lo scacchista trentino, infatti, ha fatto anche parte
della nazionale italiana, composta da quattro giocatori, che tre
anni fa si aggiudicò la Coppa Latina.
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