LUCIO MAURO

Cari amici, questa mia è probabilmente una presentazione superflua, perché, in venti anni di ASIGC, posso dire di avere incontrato un numero impressionante di avversari. Basti pensare che, dal mio esordio ad oggi, ho portato a termine 970 partite (vinte 58%, patte 21%, perse 21%), e non passa mese che su Telescacco non esca un mio risultato. Per chi non mi conosce, dico che ho 48 anni, sono sposato ed ho una figlia di 17 anni. Sono funzionario alla Cariplo, in cui lavoro da 26 anni, e attualmente ricopro la carica di vicedirettore della sede di Piacenza. Ma il mio cuore e la famiglia sono rimasti a Napoli, la mia città di origine, dove immancabilmente ritorno il fine settimana. Nutro molte passioni oltre gli scacchi, tra cui il pianoforte (suono dall'età di otto anni e quand'ero giovane ho fatto piano bar per un paio d'anni), i rally automobilistici (a 24 anni, unico isolato successo, ho anche vinto un rally del Campionato Europeo), la musica (ho una raccolta di circa un migliaio tra CD e vecchi, cari LP), lo scopone scientifico, il ping-pong, la lettura (romanzi d'azione), il buon vino (sono un sommelier mancato), la filatelia (ho una collezione molto importante di Repubblica nuova e San Marino).

Da qualche anno, ho intrapreso la nuova carriera di scrittore di romanzi polizieschi. Ho esordito nel 1998 con "Il Gronchi rosa", premiato nella terna dei finalisti al Premio Elsa Morante ed al Premio Feudo di Maida (Alfredo Guida Editore). Nel 1999, ho vinto il premio "Napoli in Giallo", presieduto dal compianto Attilio Veraldi (chi non ricorda la sua opera più nota, "La mazzetta", da cui fu tratto il film interpretato da Nino Manfredi?), con il racconto "Il borseggio". Gli amici, scacchisti e non, che mi hanno apprezzato non dovranno attendere molto a lungo. A novembre, infatti, sarò di nuovo in libreria con "Il giorno del nuovo sole".          La domanda ricorrente dei miei amici-avversari è con tanti interessi, come diavolo trovi il tempo di giocare tante partite? Semplice mi diverto. Forse proprio perché mi diverte giocare ne gioco tante e ne perdo tante. Basti pensare che, delle mie circa 200 sconfitte, ben 110 sono state causate da gravi errori e addirittura 55 da errori di trascrizione o cappelle.  Ma... c'è un ma! Posso vantare con orgoglio un piccolo record. Da tre anni, ho incominciato a giocare in campo internazionale (ICCF e, più di recente, IECG) e... sono ancora imbattuto! Ho appena vinto il torneo EU/H/GT/263, ho quasi vinto il torneo EU/H/GT/271 (mi basta un punto, e l'ho già in tasca -salvo cappelle!- in una partita ormai stravinta) e sono in pole position nel WT/H/GT/61. Su tre tornei ICCF conclusi o in via di conclusione, tre vittorie non sarebbero male! Il mio punteggio ICCF è 2424, ma attendo con ansia l'imminente aggiornamento che dovrebbe vederlo sensibilmente migliorato. Attualmente, tra le oltre 100 partite in corso, le mie attenzioni si riversano principalmente sul difficile Memorial Pereyra Email, di categoria 8, che mi offre la prestigiosa possibilità di aspirare al titolo di Maestro Internazionale. Vista l'eccellenza dei miei avversari (tra cui mi limito a citare Enricci, Bertorello, Crespo e Simonenko), non voglio sperare più di tanto, ma non nego che un pensierino l'ho fatto e che ci metterò il massimo impegno. Che altro? Non credo ci sia molto. Chiudo presentando due partite cui sono molto affezionato. Mauro-Zei è forse la più bella partita che ho mai giocato. Ha avuto l'onore di vedersi pubblicata sull'Informatore 72 e, per puro caso, è finita nella stessa pagina in cui sono comparse una Kasparov-Ivanchuk giocata a Linares e una Anand-Beliavsky giocata a Madrid. Si è avverato il sogno di ogni scacchista dilettante come me. Infine, Mauro-Griffiths, la più simpatica e potente vittoria del torneo EU/H/GT/263.

Un affettuoso saluto a tutti.

 

partite Mauro-Zei e Mauro-Griffiths (pgn)                                       

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08-03-2001