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(di Maurizio Sampieri)

 

Vittorio Colò

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Molti di noi sono già in vacanza, gli aggiornamenti scacchistici si sono rarefatti per mancanza di materiale da pubblicare, penso quindi di fare cosa gradita a chi lo conosce e stima, raccontando gli sviluppi, ad un certo punto anche drammatici, nella vita del candidato maestro Vittorio Colò, classe 1911

Le ultime imprese.  Le due ultime volte che abbiamo parlato di lui fu in occasione dei 4 titoli mondiali conquistati a Sindelfingen in Germania nel marzo 2004 (salto in lungo, in alto, triplo, e 60 metri piani in 11,83 secondi) e della conquista del titolo mondiale nel salto in lungo a Formia nell'ottobre 2004.

La brutta notizia.  Nel 2005 era in corso di svolgimento la partita per corrispondenza Colò-Sampieri nel Torneo dei Fondatori, ad un certo punto arrivò una brutta lettera con la richiesta di una licenza per il seguente motivo: Vittorio deve essere operato per un aneurisma all'arteria femorale che richiede oltre un mese di ricovero in ospedale. La notizia mi rattristò moltissimo, per uno come lui suonava come una condanna, una vera crudeltà, equivaleva a tarpare le ali ad una farfalla. Ricordo che ne parlammo anche durante il consiglio direttivo ASIGC dell'ottobre 2005: "se i medici gli hanno proibito di fare sforzi fisici sarà furioso", e alludendo al suo carattere: "come minimo dirà che sono degli incompetenti"

Carriera finita.  Vittorio Colò è ormai un mito, additato come esempio di longevità atletica da una parte all'altra del globo terrestre, e la stampa sportiva gli dedica diversi articoli. Leggo da un sito internet di atletica:  - 3 aprile 2006: Vittorio Colò lo stop dopo 77 stagioni d'atletica. Oggi, a quasi 95 anni di età, ha appeso le scarpette al chiodo. E' l'icona dei master italiani. L'uomo capace di saltare 3 metri nel lungo a 93 anni dice basta. Una carriera magnifica, al limite dell'incredibile -  Una cronista sportiva, che è andata a trovarlo a casa dopo l'operazione, racconta di avere assistito alle ultime gare nell'ottobre 2004, ai campionati di società di Formia: "Ricordo ancora il silenzio quasi sacrale, a testimoniare rispetto, ammirazione ed emozione che univa giudici, pubblico e atleti, nel vedere il quasi novantatreenne di allora saltare in lungo 3 metri esatti". Nell'intervista Vittorio conferma: - Riesco a fare ancora qualche cosetta, quello che serve per prendere un autobus al volo, ma nulla di serio -. La moglie precisa: - In realtà dopo l'operazione si era un po' illuso di poter tornare in campo. Stava preparando la gara del lancio del martello con l'obiettivo del record del mondo per la categoria M95, ma la gamba era troppo debole e ha dovuto rinunciare -

Avrei voluto esserci. Ieri ho letto un altro articolo: Vittorio Colò è abituato a superare gli ostacoli. Così ieri, domenica 18 giugno 2006, a Milano al Meeting “Ambrosiana Day” s’è presentato al Campo Sportivo “Giurati" per disputare la gara di salto in lungo. Il primo atleta nell’atletica master italiana appartenente alla categoria MM95 ha segnato (per ora) 2,25, misura mai raggiunta al mondo da un coetaneo. 

Non sanno più cosa scrivere.  Leggete quest'altra: "Vittorio Colò, primo e unico atleta-master italiano della categoria "over 95", avendo in gran dispetto l'immonda vecchiaia torna inaspettatamente alle gare e nel salto in lungo supera il record mondiale della corrispondente classe di età . Un bell'esempio di come sfruttare la singolare circostanza di non essere ancora morto".

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