|
. UN CAMMINO LUNGO 28 ANNI:
DA ESORDIENTE A GRANDE MAESTRO
Piccola
Biografia di
Ettore D’Adamo
Di
lì a pochi giorni ricevetti i nominativi dei miei primi avversari nel
torneo 3=D=111 (chi si ricorda ancora queste sigle ?) e spedii le mie
prime mosse al costo di 40 lire ciascuna con cartolina postale. Le
prime 4 mosse che imbucai in quel dì, con il bianco, furono : b4 !, d4
!, e4 !! (2 volte) !!! Appassionato
dal gioco mi iscrivo dopo pochi mesi al Campionato Regionale Pugliese
serie B, una delle poche manifestazioni a carattere territoriale
dell’ASIGC. Agevolato
da qualche ritiro ma con molte belle partite termino i due tornei
vincendo tutte le 16 partite ed essendo il Campionato Regionale
considerato torneo speciale, nel 1975
mi viene attribuita direttamente la 1^
categoria. Il salto diretto è duro, le partite sono vere battaglie e
perdo la mia prima partita, ma comunque vinco il torneo realizzando i 6
punti necessari per l’ammissione alle Semifinali di Campionato
Assoluto (un tempo non era possibile passare direttamente a Candidato
Maestro anche vincendo in 1^
categoria). Contemporaneamente
mi diplomo e mi iscrivo all’Università di Bologna dove mi trasferisco
per gli studi, la città ha una grande tradizione nel gioco a tavolino,
ed infatti qui partecipo ad alcuni tornei di circolo dove riesco anche a
battere Palmiotto, Taruffi e Cocchi (i “big” dello scacchiamo
bolognese del periodo) e vinco anche il Festival del 1978 dove relego al
secondo posto un ragazzino di belle speranze …. Michele Godena,
insieme al quale ottengo la
3^
categoria a tavolino, l’anno seguente prendo la 2^
e poi non giocherò più “on the board”. Ma
il fuoco del gioco per corrispondenza è più forte e continuo, nella
Semifinale del 30° Campionato Assoluto (1977-1978) ottengo facilmente
il titolo di Candidato Maestro e realizzo l’80% dei punti, mi
classifico 2°-3° ex-equo con però solo due posti disponibili per la
Finale, il famigerato spareggio tecnico mi vedo terzo e quindi fuori
dalla Finale; comunque sono il miglior 3° e quindi prima riserva e
spero, ma quell’anno nessun finalista rinuncia e quindi sono
definitivamente escluso: ironia della sorte il giocatore ex-equo con me
(Mauro Berni) disputa e vince la Finale. Vengono
istituiti i Tornei Magistrali e quindi con il titolo di Candidato
Maestro mi iscrivo al Primo Magistrale (M1), lo vinco con 8 su 8 ed
ottengo sia il titolo di Maestro che l’ammissione alla Finale di
Campionato Italiano, gioco
la n° 33 senza gloria (né infamia). Il
mio punteggio Elo è così schizzato in alto che sono inserito, siamo
nel 1984, nella Nazionale per la X Olimpiade. In 3^
scacchiera, faccio brillantemente il mio dovere : norma di Maestro
Internazionale, 2° risultato di scacchiera e do’ il mio contributo
alla storica qualificazione della squadra nazionale alla Finale della
Olimpiade. Con la 1ª norma
IM in tasca gioco la IV Coppa Latina: vittoria di scacchiera, norma IM
e quindi il congresso ICCF del 1990 mi vede assegnare il titolo
Maestro Internazionale. Intanto
mi sono laureato a Bologna, comincio a lavorare e mi trasferisco a Roma,
poco dopo compro casa a Ciampino (dove vivo attualmente ma continuando a
lavorare a Roma) e mi sposo con Michela, ho due figlie: Lucia e Giulia. La
Finale della X Olimpiade è l’ingresso in punta di piedi nell’elite
mondiale, mi ricordo che avevo l’Elo più basso: oltre 200 punti in
meno della media del torneo ed oltre 100 dal penultimo, nonostante tutto
realizzai un ottimo 50% facendo il primo scalpo di GM (l’olandese Van
Perlo). Contemporaneamente
contribuisco con la vittoria in 2ª scacchiera alla qualificazione della
squadra alla Finale del IV Campionato Europeo. In questa Finale ho
l’onore di giocare in 1^ scacchiera e contribuisco alla conquista
della prestigiosissima medaglia d’argento, secondi solo alla
potentissima Germania. Con
questo torneo si chiude un ciclo di circa 15 anni dedicato quasi
esclusivamente alla nazionale, porterò sempre un ricordo bellissimo di
tutti i compagni di squadra con i quali periodicamente ci incontravamo e
del capitano-giocatore Maurizio Tirabassi che riuscì a far giocare un
insieme di giocatori dispersi su tutta l’Italia come una vera squadra:
5 tornei, 2 qualificazioni alle Finali, vittoria della Coppa Latina, 2
Finali un’onorevole piazzamento all’Olimpiade ed con
un’eccezionale 2° posto all’Europeo; personalmente 2 vittorie di
scacchiera, un secondo posto e due buoni piazzamenti nelle Finali,
realizzando sempre abbondantemente quanto richiesto per IM. L’ICCF
istituisce il titolo di Senior International Master (SIM) e grazie al
mio curriculum me lo assegna alla prima tornata (congresso ICCF 1999). Il
risultato di vice-campione d’Europa a squadre è stupendo, ma potevo
togliere la parolina “vice” ? Avevo vinto due tornei magistrali
europei a 7 giocatori ciascuno realizzando complessivamente 11 punti su
12 partite (+10 =2 -0) e quindi acquisito il diritto a disputare la
Finale Individuale del Campionato Europeo. Gioco la Finale n° 62
(torneo EU/FSM/62) con ai nastri di partenza 15 giocatori, 7 dei quali
Maestri Internazionali e 4 con punteggio Elo superiore a 2500 punti
(oggi dei 15 ben 4 sono GM). Favorito
il russo A.V. Pankratov dall’alto dei suoi 2550 Punti Elo, il quale
durante la Finale del Campionato Europeo, in altro torneo conquisterà
il titolo di Grande Maestro ICCF battendo tra gli altri il GM FIDE Peter
Leko (5° ELO al mondo a tavolino). Dopo oltre 3 anni di gioco la spuntavo vincendo la Finale del 62° Campionato Europeo con 11 punti su 14 partite (+8 =6 -0) bruciando di mezzo punto il favorito russo A.V. Pankratov e di un punto gli altri 2 giocatori over 2500 lo spagnolo Mercadal Benejam e il norvegese Seres. Missione
compiuta: niente “vice” ma “CAMPIONE
EUROPEO”, attualmente ancora in carica. Lo
Chess Base Magazine n° 84 riporta tutte le partite del torneo,
utilissimo per chi voglia valutare il livello di gioco complessivo del
torneo. Questo
risultato mi varrà come Prima Norma di Grande Maestro non essendo
possibile direttamente il titolo non essendoci i 5 GM richiesti dal
Regolamento in vigore all’epoca. Vengo
invitato al Memorial Gillman “A”, il torneo è fortissimo: XII
categoria con 4 GM ICCF, 1 GM FIDE (anche SIM per ICCF), e 3 SIM; il
torneo richiede per la Norma GM 8 punti su 13 partite (purtroppo un
decesso alla prima mossa fece annullare una partita), ma sono in forma e
punto dopo punto, mezzo punto dopo mezzo punto realizzo 5 vittorie e 6
patte in 11 partite, conquistando la Norma GM con ancora 2 partite in
gioco, che ora gioco per la vittoria del Memorial. E’
fatta !! occorre solo aspettare il congresso ICCF. 7
ottobre 2002: il congresso ascolta la relazione del Presidente della
Commissione di Qualificazione mr. Pyrich, discute le mie norme e poi
approva ! Sono
passati 28 anni da “b4!”
: sono Grande Maestro Internazionale !! Qui
presento 3 mie partite (2 commentate) prese dai due tornei dove
ho conseguito il titolo GM. Ettore D’Adamo
|
.
|
22 gennaio 2003 |