Stefano Moncher

1a Norma di Maestro Internazionale

 

Il Maestro Stefano Moncher di Trento raggiunge 7 punti su 9 partite (una ancora in corso) nella Finale della 4° COPPA LATINA  e conquista la 1° Norma di Maestro Internazionale. Nel dettaglio Moncher ha ottenuto due patte con l'Argentina, due vittorie con il Belgio, una patta con il Brasile (l'altra è la partita ancora aperta), 1½ su 2 con la Francia, 2-0 al Perù.

 

 

STEFANO MONCHER

(di Donato Guerrini)

 

Ultimo di una numerosa e "magnifica" famiglia di montanari, sani e con le guance rosse, il piccolo e timido Stefano (primo a sinistra) decide di battere chiunque a scacchi per guadagnarsi in casa (e fuori) l’attenzione, il rispetto e quel po’ di polenta con i funghi tanto desiderati.

Ci riesce talmente bene che ai primi tornei validi per le categorie nazionali non lascia neanche le briciole agli avversari, inimicandosi così la piazza, ma si sa, quando il gioco si fa duro…..
Per sua fortuna in questi tornei da lui dominati incontra arbitri e giocatori, in questo caso veramente di categoria superiore, che prendono a cuore il suo caso, e, con anni di lavoro certosino, lo convincono della superiorità del gioco per corrispondenza su quello a tavolino, inframmezzando le argomentazioni con subdoli manicaretti, poderose pinte di birra e testi di Epicuro. pausa.JPG (15789 byte)
Questo andazzo provoca non pochi effetti collaterali; la salute della sua mamma vacilla quando la povera donna si rende conto che il pargolo promettente non sarebbe diventato campione del mondo, mentre il percorso universitario del nostro, ormai ometto, o meglio omone, è regolare e brillante, non certo in sintonia con il prototipo del genio scacchistico.
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Il montanaro è il più freddoloso

Oggi, Ingegnere Chimico, ormai quarantenne, Maestro FSI da tempo immemorabile, ha trovato una seconda giovinezza agonistica in seno all’ASIGC e una pace interiore, mantenendo molti interessi. Il suo sogno ricorrente è di essere spettatore, regista, protagonista e critico di un film dove viaggiando con una valigia piena di libri, alterna tornei di scacchi, a grandi soste contemplatrici, alla visita dei migliori ristoranti e cantine, e durante le partite della nazionale di calcio alla visita delle più belle mostre d’arte.

 

A dispetto del ceppo e dei luoghi d’origine, c’è chi legge il suo nome alla francese pronunciandolo ‘mon scer’, cosicché suona come ‘MIO CARO’, appellativo quanto mai indovinato giacché nessuno conosce chi abbia litigato con lui almeno una volta, o lo abbia fatto arrabbiare sul serio.

Ringrazio quindi l’amico Sampieri che, concedendomi queste righe, mi da un’occasione d’oro per essere il primo…….

 

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